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	<title>Maternità surrogata</title>
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		<title>Perché una donna si offre per la maternità surrogata: intervista a una portatrice</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 14:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nancy è californiana e per due volte, grazie alla gestazione di sostegno, ha dato la gioia della paternità a una coppia gay romana ed è già al suo terzo viaggio per visitare la sua nuova famiglia.
Durante l&#8217;ultima visita, Nancy ha partecipato all’Assemblea Nazionale di Famiglie Arcobaleno e ha raccontato la sua esperienza spiegando quali sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nancy è californiana e per due volte, grazie alla gestazione di sostegno, ha dato la gioia della paternità a una coppia gay romana ed è già al suo terzo viaggio per visitare la sua nuova famiglia.</p>
<p>Durante l&#8217;ultima visita, Nancy ha partecipato all’Assemblea Nazionale di Famiglie Arcobaleno e ha raccontato la sua esperienza spiegando quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a scegliere di portare nel suo grembo i figli di altri.</p>
<p>Nancy spiega che ha pensato per la prima volta a questa possibilità dopo il quarto figlio, quando si è resa conto che amava essere incinta, ma sicuramente non avrebbe potuto crescere altri figli. Racconta anche di come ha deciso di diventare un&#8217;infermiera professionista e rendersi economicamente indipendente così da non far sembrare che la sua fosse una decisione legata al profitto.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1uFvcAHxNlM" target="_blank">Il video</a> è molto bello, Nancy comunica forza, serenità e &#8220;normalità&#8221; con risposte sicure e uno sguardo pieno di speranza. E il momento più forte è forse quello dove spiega che tipo di legame si è creato con i bambini e con i genitori: siamo come due famiglie diverse che si sono mescolate per formarne una più grande.</p>
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		<title>Gestazione di sostegno? Parliamone alla radio!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 15:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella prossima puntata di Oltre le differenze, programma radiofonico dedicato al mondo gay, lesbico, bisessuale e transgender, si parlerà di maternità surrogata. 
Le conduttrici Natascia Maesi e Eleonora Sassetti intervisteranno Giuseppina La Delfa, presidente dell&#8217;associazione Famiglie arcobaleno, che riunisce le famiglie omogenitoriali in Italia, e Valter e Mario, i babbi toscani di cui vi abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella prossima puntata di <em>Oltre le differenze</em>, programma radiofonico dedicato al mondo gay, lesbico, bisessuale e transgender, si parlerà di maternità surrogata. </p>
<p>Le conduttrici Natascia Maesi e Eleonora Sassetti intervisteranno Giuseppina La Delfa, presidente dell&#8217;associazione <a href="http://www.famigliearcobaleno.org/">Famiglie arcobaleno</a>, che riunisce le famiglie omogenitoriali in Italia, e Valter e Mario, i babbi toscani di cui vi abbiamo già raccontato la storia!</p>
<p>La trasmissione andrà in onda su <a href="http://www.antennaradioesse.it/">Antenna Radio Esse</a> venerdì 1° aprile alle 21.00.</p>
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		<title>Una bella storia sulla maternità surrogata in un documentario</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 14:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due padri per David è il documentario di Renato Pugina sulla storia di Valter e Mario, una coppia omosessuale italiana, che ha scelto di avere un figlio tramite maternità surrogata. 
All&#8217;inizio del film il regista afferma di voler seguire la vicenda sospendendo il giudizio, senza entrare nel merito della scelta. E così fa: comincia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Due padri per David</em> è il documentario di Renato Pugina sulla storia di Valter e Mario, una coppia omosessuale italiana, che ha scelto di avere un figlio tramite maternità surrogata. </p>
<p>All&#8217;inizio del film il regista afferma di voler seguire la vicenda sospendendo il giudizio, senza entrare nel merito della scelta. E così fa: comincia con la telefonata dalla California e le lacrime di gioia dei due futuri babbi e poi segue tutte le tappe affrontate da Mario e Valter fino al ritorno in Italia con il piccolo David.</p>
<p>Durante i lunghi mesi conosciamo Amanda, la madre surrogata, e tutta la sua grande famiglia. Scopriamo, con lo stupore di alcuni, probabilmente, che non ha problemi economici e sta crescendo già 4 figli. Sentiamo la direttrice dell&#8217;agenzia che segue Valter e Mario dall&#8217;inizio del percorso che ci spiega qual è generalmente il motivo per cui le donne si offrono come madri surrogate: poter dare ad altri la stessa gioia che hanno provato loro con i loro figli. Vediamo anche la futura nonna di David, che non nasconde le sue perplessità, e gli amici e fratelli dei futuri padri, che accolgono l&#8217;ecografia con una grande esplosione di felicità.</p>
<p>Alla fine del film ci accorgiamo che, per quanto il regista avesse scelto di sospendere il giudizio, non possiamo non essere felici per Mario, Valter e la loro nuova famiglia. L&#8217;arrivo di un bambino è una gioia per tutte le persone coinvolte e l&#8217;amore che sempre circonderà David sembra indubbio, visti i presupposti.</p>
<p>Il documentario è stato trasmesso il 30 gennaio 2011 dalla televisione svizzera ed è disponibile anche <a href="http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/cultura/Storie/2010/09/15/genitori-gay.html#Video">online</a>.  </p>
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		<title>L&#8217;inadeguatezza della legge per la maternità surrogata</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 14:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre in Italia non abbiamo ancora assimilato che utero in affitto è un&#8217;espressione dispregiativa, in Gran Bretagna si chiede una legge sulla maternità surrogata che tuteli il benessere di tutti.
Il 9 febbraio il &#8220;Guardian&#8221; pubblica un articolo che, con grande attenzione, delicatezza e precisione, affronta l&#8217;analisi della legislazione britannica sulla maternità assistita e ne afferma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Italia non abbiamo ancora assimilato che <em>utero in affitto</em> è un&#8217;espressione dispregiativa, in Gran Bretagna si chiede una legge sulla maternità surrogata che tuteli il benessere di tutti.</p>
<p>Il 9 febbraio il &#8220;Guardian&#8221; pubblica un articolo che, con grande attenzione, delicatezza e precisione, affronta l&#8217;analisi della legislazione britannica sulla maternità assistita e ne afferma la sua arretratezza.<br />
La riflessione prende le mosse da un caso tanto triste quanto emblematico avvenuto a Birmingham. Un giudice ha affidato un bambino alla madre surrogata, che, contattata su internet e fecondata con il seme dell&#8217;uomo della coppia che non poteva avere figli, durante la gestazione aveva cambiato idea e deciso di tenere il bambino. Nonostante la particolarità del caso e gli eventi correlati che hanno posto ulteriori dubbi al giudice, l&#8217;autrice dell&#8217;articolo ne prende spunto per interrogarsi sulla difficoltà di legiferare su una materia così delicata.</p>
<p>La legge britannica riconosce il diritto di maternità alla donna che ha portato avanti la gravidanza. Questo riconoscimento non è sempre risolutivo ed entra in diretto conflitto con gli accordi internazionali sulla gestazione di sostegno. Dall&#8217;altra parte, però, le leggi che permettono di vincolare con un contratto la portatrice le negano il diritto a cambiare idea durante la gravidanza.</p>
<p>Particolarmente interessante, soprattutto per noi che guardiamo dall&#8217;Italia, è la valutazione della giornalista sull&#8217;attuale blocco legislativo che lascia i bambini privi di reale tutela e allo stesso tempo non riesce a garantire un equilibrio adeguato tra i diritti delle donne coinvolte: la madre surrogata e quella per cui porta in grembo un figlio. </p>
<p>Ci uniamo quindi all&#8217;appello del &#8220;Guardian&#8221;: in qualunque modo la si pensi e per quanto ci siano persone profondamente contrarie, la pratica della maternità surrogata è ormai una realtà e una legge che tuteli i soggetti è più che necessaria.</p>
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		<title>Utero in affitto: quando le parole feriscono</title>
		<link>http://www.maternitasurrogata.info/archives/471</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di maternità surrogata, soprattutto perché alcune celebrità hanno reso noto di esservi ricorse per realizzare il loro desiderio di diventare genitori.
Da un certo punto di vista, discutere è un bene perché è l&#8217;unico modo per dare visibilità ai problemi, capirli e far sì che ci si muova per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di maternità surrogata, soprattutto perché alcune celebrità hanno reso noto di esservi ricorse per realizzare il loro desiderio di diventare genitori.</p>
<p>Da un certo punto di vista, discutere è un bene perché è l&#8217;unico modo per dare visibilità ai problemi, capirli e far sì che ci si muova per risolverli, da un altro sembra invece più facile trovarsi di fronte a commenti e giudizi, tanto approssimativi e superficiali quanto negativi, su argomenti che meriterebbero assai maggiore attenzione e delicatezza.</p>
<p>Un esempio per tutti è dato dall&#8217;utilizzo insistito, quasi compiaciuto, dell&#8217;espressione <em>utero in affitto</em>. In molti la usano nonostante il valore apertamente dispregiativo, o forse proprio per questo.<br />
<br />Le donne che decidono autonomamente di portare avanti una gravidanza per altre non possono essere liquidate come semplici incubatrici. E una gravidanza, un insieme di fattori biologici e psicologici che crescono e si evolvono per nove mesi, non può essere ridotta al solo organo utero.<br />
<br />La pratica della maternità surrogata coinvolge molte persone che, per le scelte che affrontano, hanno diritto a un rispetto che è letteralmente spazzato via nell&#8217;espressione <em>utero in affitto</em>. Chiediamo quindi a chiunque abbia a cuore questi argomenti di fare attenzione anche alle parole, perché è soprattutto per loro tramite che vengono veicolati pensieri e atteggiamenti.</p>
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